“Che cosa diventa un paese al cui interno viene creata una classe discriminata? Come si può accettare di convivere con dei cittadini di seconda classe? Che queste discriminazioni siano sanzionate dalla legge è una barbarie che non possiamo accettare…. Nel “green pass” non è in questione la salute, ma il controllo della popolazione e l’instaurazione di un arbitrio autoritario senza precedenti”….
CHI VUOLE LEGGERE ED EVENTUALMENTE FIRMARE LA PETIZIONE-APPELLO SU CHANGE.ORG VADA AL LINK
http://chng.it/6JtTbhdg
Pubblico a titolo personale su Diario Comune l’appello in oggetto e 2 testi dei giorni scorsi di Giorgio Agamben pubblicati sulla sua rubrica “Una voce” sul website di Quodlibet (https://www.quodlibet.it/una-voce-giorgio-agamben) condividendo la preoccupazione che in tanti, bombardati a senso unico dai media e dalle istituzioni, non riescono a percepire. Costantemente accerchiati da una informazione che ha ingigantito a dismisura la paura, annullato ogni contraddittorio, nascosto l’inevitabile approssimazione con cui sono stati prodotti in pochi mesi i vaccini, la gran parte dei nostri concittadini si ritrovano ora (sulla scia di un leit motiv iniziato con il “distanziamento sociale”) a provare forte avversione per coloro che per scelta personale non hanno voluto vaccinarsi: avversione verso l’ALTRO, verso il diverso, con una foga e una intolleranza che ricorda, come fa l’appello, antiche e non molto lontane guerre di razza e religione.
“What does a country become in which a discriminated class is created? How can one accept living with second-class citizens? That these discriminations are sanctioned by the law is a barbarism that we cannot accept …. In the “green pass” it is not health that is in question, but population control and the establishment of an unprecedented authoritarian will “….
I publish in a personal capacity in Diario Comune the appeal in question and 2 texts of the last few days by Giorgio Agamben published in his column “Una voce” on the Quodlibet website (https://www.quodlibet.it/una-voce-giorgio- agamben) sharing the concern that many, bombarded in one direction by the media and institutions, fail to perceive. Constantly surrounded by information that has exaggerated fear out of all proportion, canceled all contradictions, hidden the inevitable approximation with which vaccines were produced in a few months, most of our fellow citizens find themselves now (in the wake of a leitmotif that began with “social distancing”) to feel strong aversion to those who by personal choice did not want to get vaccinated: aversion to the OTHER, to the different, with a passion and an intolerance that recalls, as the appeal does, ancient and not very distant wars of race and religion.
Appello contro l’uso del Green Pass sancito dal recente Decreto Legge
Grazie a un decreto legge appena promulgato, una classe di cittadini (per lo più giovani) verrà privata di cultura, viaggi e vita sociale, per non essersi assoggettata a un obbligo terapeutico, vietato dalla Costituzione italiana.
Come avviene ogni volta che si istaura un regime dispotico di emergenza e le garanzie costituzionali vengono sospese, il risultato è la discriminazione di una categoria di uomini e donne, che diventano automaticamente cittadini di seconda classe.
A questo mira la creazione del cosiddetto green pass.
Sebbene medici e scienziati sostengano che questi vaccini non hanno goduto di un’adeguata sperimentazione e sono dubbiamente utili e potenzialmente dannosi, coloro che rifiutano di vaccinarsi verranno esclusi dalla vita culturale e sociale del proprio paese. E’ significativo che un uomo politico, riferendosi a coloro che non si vaccinano, senza accorgersi di usare un gergo fascista, abbia detto: “li purgheremo con il green pass”. La “certificazione verde” marchia coloro che ne sono privi di una stella gialla virtuale.
Che cosa diventa un paese al cui interno viene creata una classe discriminata? Come si può accettare di convivere con dei cittadini di seconda classe? Che queste discriminazioni siano sanzionate dalla legge è una barbarie che non possiamo accettare.
Questa discriminazione, per altro, non sembra essere lo scopo principale dell’introduzione della tessera verde, che ha di mira non tanto i cittadini esclusi, quanto la stessa popolazione che ne è munita. La finalità che i governi perseguono è un controllo minuzioso e incondizionato dei cittadini, analogo al passaporto interno che nel regime sovietico ogni cittadino doveva avere per potersi spostare. Il controllo è in questo caso ancora più assoluto, perché riguarda qualsiasi movimento del cittadino, che dovrà esibire il green pass per andare al cinema, assistere a un concerto, visitare un Museo (luoghi difficilmente presi d’assalto) (bold redazionale)…. Per questo, a protestare e a ribellarsi dovrebbe essere proprio la massa dei tesserati, che d’ora in poi saranno censiti, sorvegliati e controllati. Nel green pass non è in questione la salute, ma il controllo della popolazione e l’instaurazione di un arbitrio autoritario senza precedenti.
Chi volesse sottoscrivere l’appello che mi ha girato Ginevra Bompiani può scrivere al mio indirizzo ([email protected] ) così io lo girerò a lei che sta raccogliendo i nominativi dei firmatari
Andrea Fogli
TRE INTERVENTI SUL TEMA DI GIORGIO AGAMBEN
pubblicati sulla sua rubrica “Una voce” sul website di Quodlibet (https://www.quodlibet.it/una-voce-giorgio-agamben)
Uomini e lemmings
I lemmings sono dei piccoli roditori, lunghi circa 15 centimetri, che vivono nelle tundre dell’Europa e dell’Asia settentrionali. Questa specie ha la particolarità di intraprendere improvvisamente senza alcun motivo apparente delle migrazioni collettive che terminano con un suicidio in massa nelle acque del mare. L’enigma che questo comportamento ha posto agli zoologi è così singolare che essi, dopo aver tentato di fornire spiegazioni che si sono rivelate insufficienti, hanno preferito rimuoverlo. Ma una delle menti più lucide del XX secolo, Primo Levi si è interrogato sul fenomeno e ne ha fornito un’interpretazione convincente. Noi diamo per scontato che tutti gli esseri viventi desiderino continuare a vivere: nei lemmings per qualche ragione questa volontà è venuta meno e l’istinto che li spingeva a vivere si è rovesciato in un istinto di morte.
Io credo che qualcosa di simile stia oggi accadendo a un’altra specie di viventi, quella che noi chiamiamo homo sapiens. Il suicidio collettivo avviene qui – come si conviene a una specie che ha sostituito all’istinto il linguaggio e a un impulso endosomatico una serie di dispositivi esterni al corpo – in modo artificioso e complicato, ma il risultato potrebbe essere lo stesso. Gli esseri umani non possono vivere se non si danno per la loro vita delle ragioni e delle giustificazioni, che in ogni tempo hanno preso la forma di religioni, di miti, di fedi politiche, di filosofie e di ideali di ogni specie. Queste giustificazioni sembrano oggi – almeno nella parte dell’umanità più ricca e tecnologizzata – cadute e gli uomini si trovano forse per la prima volta ridotti alla loro pura sopravvivenza biologica, che, a quanto pare, si rivelano incapaci di accettare. Solo questo può spiegare perché, invece di assumere il semplice, amabile fatto di vivere gli uni accanto agli altri, si sia sentito il bisogno di istaurare un implacabile terrore sanitario, in cui la vita senza più giustificazioni ideali è minacciata e punita a ogni istante da malattie e morte. E solo questo può spiegare che, benché le industrie che li producono abbiano dichiarato che non è possibile prevedere gli effetti dei vaccini a lungo termine, perché non è stato possibile rispettare le procedure previste e che i test sulla genotossicità e cancerogenicità termineranno solo nell’ottobre del 2022, milioni di persone sono state sottoposte a una vaccinazione di massa senza precedenti. È perfettamente possibile – anche se non è in alcun modo certo – che fra qualche anno il comportamento degli uomini risulterà simile a quello dei lemmings e che la specie umana si stia in questo modo avviando alla sua estinzione.
28 luglio 2021
Giorgio Agamben
Tessera verde
In un testo precedente abbiamo mostrato l’ingiusta discriminazione di una classe di cittadini esclusi dalla normale vita sociale che consegue all’introduzione del cosiddetto green pass. Questa discriminazione è una conseguenza necessaria e calcolata, ma non lo scopo principale dell’introduzione della tessera verde, che ha di mira non i cittadini esclusi, ma l’insieme della popolazione che ne è munita. La finalità che i governi perseguono attraverso di essa è, infatti, un controllo minuzioso e incondizionato su qualsiasi movimento dei cittadini, del tutto analogo al passaporto interno che nel regime sovietico ognuno doveva avere per potersi spostare da una città all’altra. Il controllo è però in questo caso ancora più assoluto, perché riguarda qualsiasi movimento del cittadino, che dovrà esibire il green pass a ogni suo movimento, anche per andare al cinema, assistere a un concerto o sedersi a un ristorante. Il cittadino non tesserato sarà, paradossalmente, più libero di colui che ne è munito e a protestare e a ribellarsi dovrebbe essere proprio la massa dei tesserati, che d’ora in poi saranno censiti, sorvegliati e controllati in una misura che non ha precedenti anche nei regimi più totalitari. È significativo che la Cina abbia annunciato che manterrà i suoi sistemi di tracciamento e di controllo anche dopo la fine della pandemia. Come dovrebbe essere evidente, nel green pass non è in questione la salute, ma il controllo della popolazione e prima o poi anche i tesserati avranno occasione di comprenderlo a loro spese.
19 luglio 2021
Giorgio Agamben
Cittadini di seconda classe
Come avviene ogni volta che si istaura un regime dispotico di emergenza e le garanzie costituzionali vengono sospese, il risultato è, come è avvenuto per gli ebrei sotto il fascismo, la discriminazione di una categoria di uomini, che diventano automaticamente cittadini di seconda classe. A questo mira la creazione del cosiddetto green pass. Che si tratti di una discriminazione secondo le convinzioni personali e non di una certezza scientifica oggettiva è provato dal fatto che in ambito scientifico il dibattito è tuttora in corso sulla sicurezza e sull’efficacia dei vaccini, che, secondo il parere di medici e scienziati che non c’è ragione di ignorare, sono stati prodotti in fretta e senza un’adeguata sperimentazione.
Malgrado questo, coloro che si attengono alla propria libera e fondata convinzione e rifiutano di vaccinarsi verranno esclusi dalla vita sociale. Che il vaccino si trasformi così in una sorta di simbolo politico-religioso volto a creare una discriminazione fra i cittadini è evidente nella dichiarazione irresponsabile di un uomo politico, che, riferendosi a coloro che non si vaccinano, ha detto, senza accorgersi di usare un gergo fascista: “li purgheremo con il green pass”. La “tessera verde” costituisce coloro che ne sono privi in portatori di una stella gialla virtuale.
Si tratta di un fatto la cui gravità politica non potrebbe essere sopravvalutata. Che cosa diventa un paese al cui interno viene creata una classe discriminata? Come si può accettare di convivere con dei cittadini di seconda classe? Il bisogno di discriminare è antico quanto la società e certamente forme di discriminazione erano presenti anche nelle nostre società cosiddette democratiche; ma che queste discriminazione fattuali siano sanzionate dalla legge è una barbarie che non possiamo accettare.
Giorgio Agamben
